Andare dallo psicologo: quando e perché è utile

Ne ho davvero bisogno?
Posso farcela da solo!
Penseranno che sono pazzo
Chissà quanto mi costa...

Questi sono solo alcuni esempi dei dubbi, perplessità e luoghi comuni riguardo al rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

Secondo un recente sondaggio di Eurodap il 70% degli italiani considera inutile andare dallo psicologo ed i dati forniti da ENPAP confermano che ancora poche persone nel nostro Paese si rivolgono ad un professionista della salute mentale.

Quali sono i motivi di questa ritrosia?
Se la nostra auto inizia a dare problemi, ci rivolgiamo ad un meccanico; allo stesso modo, se ci fa male un dente contattiamo un dentista.

Perché, quindi, siamo così restii a parlare con uno psicologo?

Chiunque, nel corso della propria vita, affronta periodi di ansia, paura ed inquietudine, sentendosi magari inadeguato, angosciato e preoccupato.
A fronte di queste sensazioni negative e stressanti, permane ancora l’idea (o l’illusione?) di dovercela fare per forza da soli, che basti un po’ di "sana autocritica" o parlare con un amico per superare ogni difficoltà, e che, fondamentalmente, lo psicoterapeuta lavori solamente con i “matti”.

Tutte queste motivazioni, purtroppo ancora molto diffuse, sembrano avere a che fare col tema del giudizio.
Spesso una persona, seppur sofferente, decide di non cercare aiuto proprio perché teme di trovare nel professionista un “giudice severo”, pronto a sottolineare ogni difetto ed errore, magari ripetendo definizioni e risposte che ci si è già sentiti dire e che ci si è già dati da soli.
In realtà, il terapeuta non lavora per dare consigli o pagelle: il suo compito è quello di dare una prospettiva esterna ed esperta rispetto alla situazione che il paziente porta, favorendo lo sviluppo di una relazione che sia il più possibile accogliente, rispettosa e non giudicante, la cosiddetta alleanza terapeutica.

A cosa serve andare dallo psicologo?

Partiamo dal presupposto che lo psicoterapeuta non è un mago e, di conseguenza, non è in possesso di soluzioni miracolose, né di verità assolute. Nella nostra esperienza clinica, quindi, risulta fondamentale la motivazione della persona ad affrontare il suo disagio e a voler cambiare.

Può sembrare paradossale che chi si trovi in una situazione di sofferenza faccia delle resistenze al cambiamento, ma questo movimento implica sempre la separazione da parti di sé che, seppur ormai controproducenti, sono comunque note e familiari e perciò rassicuranti.

La perdita, qualunque essa sia, spaventa sempre, però bisogna tenere presente che il paziente non percorrerà mai da solo questo sentiero, ma avrà accanto a sé il terapeuta, che lo sosterrà nella sua ricerca di nuove modalità comportamentali, relazionali e affettive, proprio in virtù di quella alleanza terapeutica che abbiamo menzionato prima.

Quando andare dallo psicologo

Per concludere, ci preme sottolineare come non ci si debba necessariamente rivolgere allo psicologo solo quando la sofferenza psichica sia diventata intollerabile o in situazioni particolarmente gravi, ma che sia consigliabile farlo ogni qual volta si senta che il proprio malessere stia iniziando a interferire con le aree significative della propria vita (lavoro, studio, rapporti sentimentali e familiari ecc.) o magari quando si stanno affrontando fasi importanti di cambiamento (lutti, nascite, trasferimenti ecc.).

Dott. Davide Garau
Dott. Davide Garau
Il Dott. Davide Garau è Psicologo e Psicoterapeuta specializzato in Terapia Familiare a Firenze. Da anni lavora con bambini e adolescenti con differenti tipologie di disagio. Offre consulenza psicologica e percorsi di psicoterapia individuale, di coppia e familiare.